Lo scorfano nero (Helicolenus dactylopterus), conosciuto anche come occhione di fondale o scorfano blu, è uno dei pesci più affascinanti e caratteristici delle profondità del Mediterraneo. A differenza degli scorfani costieri, vive in ambienti molto più bui e freddi, tra rocce e scarpate sottomarine, dove il suo aspetto scuro e gli occhi grandi diventano strumenti essenziali di sopravvivenza.
Il corpo è compatto, ricoperto da piccole scaglie, e i colori variano dal bruno-violaceo al quasi nero, spesso con riflessi bluastri. I grandi occhi, che gli conferiscono un’espressione particolare, sono adattati alla scarsa luminosità delle acque profonde. Come tutti gli scorfani, possiede spine velenose sul dorso, usate in difesa e da maneggiare con molta prudenza.
È un predatore d’agguato: resta immobile sul fondo, sfruttando il mimetismo. Quando un pesce di piccole dimensioni o un crostaceo passa a portata di bocca, scatta con una velocità insospettabile per un animale che appare così “imponente”. La sua presenza è spesso legata alle acque più profonde del Tirreno, dello Ionio e del basso Adriatico, dove si trova tra 100 e 700 metri, ma può raggiungere anche 1.000 metri.